Verifica stato conservazione cemento amianto

Pubblicato: 28/03/2019 Letto: 1480
Procedimento ad istanza di parte o d’ufficio volto al controllo dello stato di conservazione di manufatti o coperture in cemento-amianto e all’adozione di eventuali provvedimenti di bonifica qualora si trovino in cattivo stato di conservazione.

I materiali più pericolosi sono quelli che rilasciano facilmente le fibre in aria e cioè quelli friabili, mentre molto più difficilmente le fibre sono cedute dai materiali compatti. Pertanto il cemento-amianto (eternit), essendo un materiale compatto, è molto meno pericoloso dei materiali friabili.

I maggiori livelli di rischio si sono riscontrati negli ambienti di lavoro dove l’amianto veniva manipolato (produzione di cemento-amianto, spruzzatura di edifici o di mezzi di trasporto come i treni e le navi, produzione di tessuti, ecc.) e negli ambienti di vita dove è presente amianto spruzzato in cattivo stato di conservazione.

Per i materiali contenenti amianto compatto come le coperture degli edifici in cemento-amianto (eternit) il rischio è, in generale, molto basso ed è comunque legato allo stato di manutenzione dei materiali. I materiali contenenti amianto compatto possono diventare un rischio se abrasi o danneggiati.

In caso di presenza di manufatti o coperture in cemento-amianto in pessimo stato di conservazione nel territorio comunale si può presentare segnalazione scritta descrivendo la situazione e fornendo i riferimenti specifici al fine di una verifica in merito.

Attività poste in essere dall’ufficio

Ricevuta la segnalazione, viene richiesto al proprietario di produrre una valutazione dello stato di conservazione del manufatto in cemento amianto a cura di una figura responsabile (dovrà essere un tecnico competente in materia ovvero un tecnico qualificato - iscritto ad un albo o un ordine professionale tecnico - oppure un tecnico opportunamente formato in ragione delle conoscenze acquisite con frequentazione dei corsi di formazione di cui alla legge 257/92). Questi effettuerà la valutazione dello stato di conservazione definendo un valore di indice specifico del manufatto sulla base delle norme valide a livello nazionale o internazionale dichiarandole in capo alla valutazione stessa. Contestualmente alla verifica il tecnico dovrà produrre un piano di manutenzione/bonifica da mettere in opera sulla base dei risultati ottenuti con la valutazione dello stato di conservazione del manufatto.

Dalle risultanze della verifica e del piano di manutenzione/bonifica vengono definiti, di concerto con l’A.T.S. e con l’ARPAS i conseguenti provvedimenti che possono comportare che il cemento amianto venga:
  • lasciato sul posto con l’effettuazione del programma di manutenzione e controllo;
  • incapsulato (trattato con prodotti penetranti o ricoprenti che inglobano le fibre di amianto);
  • confinato (con l’installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalla aree occupate dell’edificio);
  • rimosso e smaltito.
Nei casi in cui si dovessero riscontrare rotture delle lastre o delle canne fumarie in cemento amianto, o se gli enti preposti dovessero imporre una qualche misura restrittiva per il degrado delle parti in cemento amianto si procede con:
  • Comunicazione di avvio del procedimento amministrativo, ai sensi degli artt.7 e 8 della L. 241/90, finalizzata all’emissione dell’ordinanza sindacale per la rimozione del materiale pericoloso;
  • Ordinanza sindacale (art. 192 D.Lgs 152/2006) per la rimozione del materiale pericoloso, inviata, oltre che al proprietario e/o al detentore a qualsiasi titolo dell’area o dell’immobile, a tutti gli enti interessati al controllo;
AVVERTENZE

Per la complessità dei lavori di rimozione, il Proprietario deve rivolgersi ad una impresa. Questa deve essere in possesso di requisiti specifici (iscrizione alla apposita categoria prevista dall'Albo Gestori Ambientali) ai fini degli adempimenti di cui alla normativa relativa alla tutela dei lavoratori dall'amianto, tra cui la presentazione del Piano di Lavoro (ai sensi dell’art.256 del D.Lgs.81/2008) allo S.Pre.S.A.L. – ATS Sardegna

Riferimenti normativi
  • Legge n. 257 del 1992
  • D.M. del 06.09.1994 e s.m.i.
  • D.Lgs.81/2008
Termini per l'adozione del provvedimento

Variabile in dipendenza dei tempi per la ricerca dei responsabile e/o dei proprietari, e in dipendenza delle operazioni che si rendessero necessarie.

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